Agricoltura conservativa quale sostegno alla biodiversità e leggi volte alla sua tutela

Associazione Italiana Produttori Amici del Suolo

Agricoltura conservativa quale sostegno alla biodiversità e leggi volte alla sua tutela

Agro-biodiversità e pratiche sostenibili di agricoltura conservativa.

La biodiversità rappresenta quell’insieme di organismi biotici, che concorrono allo svolgimento e alla funzione di processi naturali, capaci di supportare le fondamenta di un ecosistema, è importante definire come anche il venire a mancare di uno di questi individui può causare alterazione in un processo eco-sistemico.

Nell’agricoltura e nei processi di produzione di cibo, rientrano molteplici individui, che sono fondamentali anche nel definire le tipicità di un territorio o prodotto, dunque questa agro-biodiversità è definita da le specie allevate e coltivate, ma anche da quella che è definita “biodiversità associata”, cioè quei fattori naturali che concorrono alla produzione agricola ed alimentare, va detto che questi individui stanno via via decrescendo in maniera drastica proprio a causa di pratiche agricole troppo intensive e depauperanti. Sono molteplici i processi naturali in cui la biodiversità è fondamentale per i processi di produzioni di cibo. Svariati i microrganismi che permettono di avere una fertilità del suolo maggiore grazie a processi come la degradazione dei residui organici in sostanza organica, questi microrganismi e di conseguenza i processi da loro veicolati sono sempre meno presenti nei terreni agrari, impoveriti da un’agricoltura intensiva condotta con pratiche convenzionale. Maggior presenza di biodiversità vuol dire anche maggior antagonismo a quelle che sono gli agenti biotici e abiotici di fitopatologie e malattie per gli animali allevati.

Per quanto concerne la agro-biodiversità, delle 6000 specie di piante coltivate per cibo, sono 200 quelle che contribuiscono alla maggior parte della produzione Globale, di cui il 66% del totale proviene da solo 9 account di queste ultime.

Anche per la zootecnia la biodiversità ha un andamento negativo sono attualmente 40 le specie che sorreggono le produzioni animali globali (carne, latte ed uova). Un esempio che descrive la diminuzione di biodiversità nel bestiame, è quello delle razze locali, infatti su 7.745 razze, definite locali tra quelle allevate, il 26% è a rischio estinzione.

Dal punto di vista della biodiversità associata importantissimo rilievo hanno gli impollinatori animali, Oltre il 75% delle colture alimentari dipendono dall’impollinazione animale. (Rapporto ONU, 2019) In europa il 9% tra Api e Lepidotteri, maggiori impollinatori animali delle colture, sono minacciati e a rischio estinzione, mentre la popolazione delle api vede una decrescita del 37 % (questo dato riguarda il 57 % delle specie di api globale). Nella lista rossa dello IUCN sono state valutate a rischio estinzione 58 delle 130 specie di api, che più comunemente veicolano l’impollinazione di colture alimentari in Europa e Nord America. (IPBES, 2016a). Questa la tendenza negativa della biodiversità in agricoltura, definita dal rapporto FAO 2019 “the state of the world’s biodiversity for food and agriculture”.

Finestra sulle politiche e leggi volte alla tutela della biodiversità in agricoltura.

Anche la Comunità Europea attraverso la PAC ha definito la biodiversità priorità nella programmazione PSR 2014-2020 riconoscendo alla focus area 4° (biodiversità e assetto paesaggistico) il 17% delle risorse finanziare totali, disponendo diverse misure PSR con supporto diretto ed indiretto ad agricoltori che scelgono di utilizzare pratiche più conservative e sostenibili. Appare chiaro come nelle decisioni comunitaria sia di fondamentale importanza il tema della biodiversità e come questa avrà un peso ancora più consistente nella futura programmazione, ormai alle porte.

Su territorio nazionale è stata istituita la legge n. 194/2015 nella quale vengono forniti strumenti concreti atti a promuovere la salvaguardia dell’agro-biodiversità attraverso l’istituzione del sistema nazionale di tutela e valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare in conformità a quanto previsto dal Piano nazionale sulla biodiversità di interesse agricolo e dai principali riferimenti a livello nazionale e internazionale. Tale sistema si basa essenzialmente sull’anagrafe nazionale della agro-biodiversità. La ricaduta sul territorio di questa legge, punta alla costruzione di registri di agricoltori custodi regionali e attraverso attività di animazione e divulgazione porre l’attenzione dei consumatori nei confronti dei prodotti tipici. Nonché promuovere lo sviluppo di reti di vendita locali e nazionali.

Agricoltura conservativa quale sostegno alla biodiversità.

l’agricoltura conservativa è un sistema sicuramente efficiente di contrasto alla perdita di biodiversità, nonché ovviamente della tutela di una risorsa essenziale del capitale naturale quale il suolo, pratiche di minimo disturbo del suolo come la semina diretta permettono l’aumento di biodiversità in termini di microrganismi, lombrichi ed altra microfauna utile ai processi biologici del suolo. D’altro canto l’agricoltura conservativa, non va identificata solo come il non disturbare il suolo, ma come quell’insieme di pratiche virtuose che sostengano il mantenimento ed il rafforzamento del capitale naturale a disposizione dell’agricoltore. Rotazioni complesse che promuovano l’utilizzo di diverse tipologie di piante sia in termini di utilizzo di elementi nutritivi (es. graminacee-leguminose), che morfologici (es. apparati radicali), l’uso di cover crop, l’utilizzo di varietà antiche(meno produttive ma maggiormente resistenti e competitive con le infestanti, vedi Solina in Abruzzo), infine il mantenimento di residui vegetali in campo sono sicuramente pratiche con ricadute positive per il mantenimento della biodiversità naturale ed agraria. Queste pratiche inoltre permettono se ben strutturate di ridurre anche gli input chimici (Diserbi e concimi). Questi input se ridotti, da un lato riducono la spesa sostenuta dall’agricoltore, dall’altro possono potenziare il mantenimento di biodiversità, ad esempio gli impollinatori importanti come abbiamo visto prima nella produzione agricola, sono molto sensibili ad utilizzi massivi di pesticidi.  Per tali ragioni tecniche alternative come il diserbo meccanico con Falciatrice selettiva (CombCut), devitalizzazione delle cover crop attraverso l’uso di rulli crimper, ed il diserbo chimico selettivo attraverso sensori che identificano le infestanti ed effettuano un trattamento puntuale solo dove presenti, sono le chiavi per una maggiore efficienza nel mantenimento della biodiversità attraverso pratiche di agricoltura conservativa.

Gianluigi D’Aguanno

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